
PESCASSEROLI - Dieci esemplari di lupo appenninico morti in pochi giorni tra Pescasseroli e Alfedena. La Procura di Sulmona ha aperto un fascicolo con le ipotesi di reato di uccisione di animali protetti. L'ipotesi è quella dell'avvelenamento. (Fonte Il Messaggero)
A seguire, un commento di Paola Peresin - Biologa della Conservazione della Natura, esperta di fauna selvatica.
C'è un paradosso che attraversa il nostro tempo e che i social media hanno portato alla sua espressione più compiuta: si crede a tutto e non ci si fida di nessuno.
Breve racconto di Roberto Soravia (1853-1881) che narrando il tenero e triste idillio tra l’orfanello Vittore e Tecla, figlia della vedova Maria del villaggio di Vallorch, fa rivivere non solo luoghi e scorci dell’altopiano, ma momenti e quadri delle misere condizioni di vita delle genti che allora vi abitavano.
Giornata Internazionale delle Foreste 2026 e il Cansiglio
La ricorrenza offre lo spunto per richiamare l’attenzione sull’intrinseco valore del Cansiglio che è una delle aree più conosciute e studiate dell’Italia nordorientale. Le componenti floristiche, vegetazionali, forestali, micologiche, geologico-geomorfologiche, zoologiche e anche le frequentazioni preistoriche sono state oggetto di numerosi contributi, anche molto recenti.
A partire dal gennaio 2026 ha fatto il giro del web un video girato nel Cansiglio, che mostrerebbe un branco di lupi di dimensioni eccezionali, forse venti, forse più esemplari, attraversare di corsa un'area aperta in pieno giorno. La notizia ha suscitato reazioni forti, alimentato discussioni sui social e riacceso il dibattito sulla coesistenza tra grandi predatori e attività antropiche. È un'occasione utile, dunque, per fare alcune riflessioni che vanno al di là dell'evento in sé, e che riguardano il modo in cui comunichiamo, osserviamo e interpretiamo la fauna selvatica.
Esce in libreria in questi giorni il nuovo libro di Pier Franco Uliana "Dentro a la selva antica", Edizioni Quodlibet.
La viza, la selva sul cui limitare Uliana si è perso e ritrovato, è la selva del Cansiglio, ma, come in Dante, è anche la selva della lingua, l’ytala silva dei volgari dove il poeta va ostinatamente in caccia della lingua della poesia. Ma la selva è anche una donna, una tosa salvàrega, una donna innamorata, forse la stessa che Dante incontra nella «divina foresta spessa e viva» del Paradiso terrestre (è Uliana stesso a ricordarci che «in Cansiglio c’è una fontana detta Parad̄ìṡe»). Uliana si perde nella sua lingua-foresta, torna instancabilmente a percorrerne i trói d̄el Mazaról, i sentieri interrotti del pensiero, e a sfogliarne le abbacinanti, mentali radure. Le parole sono «varchi – vartore – nel labirinto del foglio», ma anche buchi e trappole, in cui si inciampa e si rimane impigliati, nell’incessante confondersi di pensieri, parole, alberi, uccelli. In questa raccolta, Uliana si conferma una delle voci più alte e complesse della sua generazione.
1801, da circa tre anni si era concluso il cosiddetto periodo democratico del Cansiglio, iniziato con la caduta della Serenissima nel maggio 1797 e finito nel gennaio 1798 con l’arrivo degli austriaci in conseguenza del trattato di Campoformio tra Napoleone e l’Austria dell’ottobre precedente. Il controllo e la gestione della foresta rivendicati dalla Municipalità di Belluno, in un rapporto conflittuale con quella del Canton d’Alpago e delle altre del circondario del bosco bandito da Venezia, erano stati riportati al passato con la determinazione del 31 marzo 1798 emanata dal conte Oliviero di Wallis che aveva stabilito fossero ripristinati i “Savi Regolamenti dell’Antico Governo”. A tal fine vennero nominate figure come Andrea Querini e Giuseppe Valleggio, quest’ultimo già Commissionato Straordinario al Cansiglio nel 1796 per la definizione delle vicende collegate ai tagli stabiliti con il controverso contratto Rova.
Cansiglio, versante ovest. Foto dei primi anni ’60 del secolo scorso nella quale si possono ancora notare gli estesi tagli alla foresta (effettuati in particolare alla fine del XVIII secolo) che avevano aperto ampie zone al pascolo congiungendo quelli del Pizzoc (Fregona) a quelli di Prese (Farra d’Alpago).
Quando si associa il problema dell’inquinamento alle foreste, il pensiero va subito agli effetti delle piogge acide sulle estese foreste del Nord America, ma anche dell’Europa Settentrionale e Centro orientale. Foreste, in genere, interconnesse ad aree maggiormente industrializzate responsabili dell’emissione in atmosfera di grandi quantità di gas inquinanti derivanti da processi di combustione. In questi due studi, pubblicati nel sito foretprimaire-francishalle.org, viene indagata la presenza di metalli pesanti nelle cavità arboree e la persistenza di pesticidi e altri composti chimici nei terreni forestali. Ne è emerso che anche nei boschi vetusti, dove scarso è stato l’intervento antropico, si è trovata la presenza di metalli pesanti e prodotti chimici di sintesi, a volte ancora a livelli molto elevati, a testimonianza che nonostante le regolamentazioni intervenute nel tempo questi inquinanti rappresentano un problema per la salute umana e dell’ambiente, che dal passato si proietta ancora per un lungo futuro.
Quest’anno l’incontro avverrà completamente nella parte friulana della Foresta del Cansiglio.
9.00 raduno al Passo della Crosetta (m. 1.127)
9.30 partenza lungo il sentiero CAI 991 che inizia dietro la grande casa forestale. Si passa per Casera Maset (1.274) e si arriva al Col dei Scios (1.374) alle 11.30-12.00
Dalle 12 pranzo al sacco con aggiornamenti e interventi. 13.30 prosecuzione fino all’ex caserma forestale di Candaglia e ritorno per la strada forestale. 15.30-16.00 arrivo al passo della Crosetta.
Il percorso si svolge sul sentiero e in parte su strada forestale, anche per ricordare che già esistono in Cansiglio oltre 70 km di strade forestali percorribili da mountain bike, tutte connesse, quindi non sono necessarie nuove piste, soprattutto per impattanti eventi sportivi.
Si parlerà anche di biodiversità, di salvaguardia degli habitat, della necessità di una nuova selvicoltura e di grandi opere: dalle dighe, agli sbarramenti su, Vanoi, Tagliamento, Piave e di Olimpiadi invernali.
Esprimeremo il nostro totale dissenso per i tentativi di liberalizzazione della caccia, persino nelle aree demaniali.
Cansiglio sabato 17 maggio. Si sono appena spenti i riflettori sul set del film di Ridley Scott, uno dei registi più amati anche da noi, e possiamo fare un primo bilancio di questa esperienza.
In questi giorni in Cansiglio, sito di Rete Natura 2000 tutelato da normative comunitarie ai sensi della direttiva Uccelli e della direttiva Habitat - parte veneta (Codice IT3230077) e parte friulana (Codice IT3310006) - una troupe cinematografica di una major hollywoodiana sta effettuando le riprese di un film.
Le modalità di concessione dell’autorizzazione e la preoccupazione per le possibili ricadute ambientali che l’operazione può comportare sono alla base di una interrogazione presentata alla Giunta della Regione Veneto dai Consiglieri regionali di Europa Verde, Andrea Zanoni e Renzo Masolo.
Per scaricare l’interrogazione dal sito della Regione Veneto: CLICCA QUI
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