
Nelle ultime settimane nei quotidiani locali sono apparsi articoli che riguardano il Cansiglio in merito all’ipotesi di realizzazione di strade d’accesso dal versante orientale e parcheggi per ospitare le decine di migliaia di visitatori che in qualche giornata accedono all’altopiano. Un numero così elevato di presenze fa emergere quindi l’evidente attuale insostenibilità di un modo di gestione di un territorio che viene altresì diffusamente riconosciuto come patrimonio di biodiversità che necessita di salvaguardia e tutela naturalistica.
Un ciclo di conferenze dedicate alla conoscenza del Giardino Botanico Alpino del Cansiglio "G. Lorenzoni". Nel corso degli incontri verranno presentati alcuni dei particolari ambienti che caratterizzano la biodiversità della foresta del Cansiglio.
Con il titolo Un sentiero di documenti nella storia del Cansiglio, si terrà dal 24 febbraio al 26 marzo 2023 presso la Rotonda di Villa Papadopoli (Piazza Giovanni Paolo I, Ceneda) una mostra documentale sulla storia del Cansiglio.
La mostra organizzata dalla Pro Loco di Fregona e l’Associazione Zheneda, con l’aiuto dell’Università Ippolito Pinto di Vittorio Veneto e il patrocinio dei Comuni di Vittorio Veneto e Fregona, verrà inaugurata ufficialmente sabato 25 febbraio alle ore 17.00.
Partnership tra Savno e Carabinieri: partono le visite guidate e le lezioni nelle scuole
Partnership tra Savno e Carabinieri Forestali per spiegare ai giovani l’importanza della salvaguardia ambientale attraverso la tutela della biodiversità e la coesistenza tra le specie animali e vegetali. La collaborazione tra il gestore dei servizi ambientali nella Sinistra Piave e il Comando dell’Arma CC Forestale di Vittorio Veneto per i progetti educational partirà il prossimo gennaio con la volontà di estendersi in futuro a sempre nuove attività. Una ventina le classi della scuola primaria aderenti al progetto, alle quali se ne sommano altrettante della scuola secondaria, per un totale di circa 700 ragazzi coinvolti. La partnership prevede un incontro in classe con personale del Reparto Carabinieri Biodiversità esperto in educazione ambientale, in programma tra gennaio e marzo, e con l’arrivo della primavera un’uscita guidata alla Riserva Naturale Statale Biogenetica “Campo di Mezzo Pian Parrocchia”, e al Museo Naturalistico “Giovanni Zanardo” entrambi in Pian Cansiglio tra Fregona e Tambre.
Domenica 9 ottobre 2022, nell’ambito della VI edizione di “Urban Nature: la festa della Natura in città” promossa dal WWF, i Carabinieri Forestali del Reparto Biodiversità di Vittorio Veneto in collaborazione con l’Associazione “INSILVA” organizzano in Cansiglio un evento che ha per tema i disequilibri negli ecosistemi naturali e urbani.
La Riserva integrale Piaie Longhe-Millifret è uno di più preziosi gioielli naturalistici del Cansiglio. Istituita nel 1971 dal Ministero per l'Agricoltura, su iniziativa dell'allora Amministratore ASFD Alberto Hoffmann, nell'ambito di un modernissimo "programma conservativo delle foreste demaniali", fu successivamente trasferita dalla gestione statale alla Regione Veneto nel 1998.
La Riserva si definisce "integrale" per il divieto di qualsiasi azione da parte dell'uomo ed è a tutti gli effetti un'area naturale protetta.
Il 10 e 31 luglio 2022, si terranno in Cansiglio altre due manifestazioni sportive: il Trail dei Cimbri e Fregona Summer Trail. Come già avvenuto in occasione della recente Cansiglio Run, Amici del Cansiglio ribadisce la propria opposizione ad eventi e formule di valorizzazione del Cansiglio ad alto impatto nei confronti dell’ecosistema forestale, sia perché costituite da eventi che richiamano sull’altopiano ulteriori masse di persone in giornate nelle quali è già sovraffollato, sia perché i tracciati dei percorsi non di rado si inoltrano in reconditi ambienti forestali con la concreta possibilità di arrecare disturbo alla fauna.
In questo terzo articolo, la storica del giardino e del paesaggio Felice Olivesi indaga come la concezione archetipa immaginale della foresta, attraverso un progressivo processo di secolarizzazione, sia stata trasformata in un immaginario più o meno fantastico, se non addirittura sostituita da una visione utilitaristica della foresta quale risorsa economica.
Per leggere i precedenti articoli:
Memoria delle foreste/1 CLICCA QUI
Memoria delle foreste/2 CLICCA QUI
Alle origini della nostro immaginale*
Quando si parla di foreste, spesso emergono questioni sulla definizione e l’ottica con cui le si guarda; l'industriale forestale non la vede allo stesso modo di un ecologo e il punto di vista del cacciatore è diverso da quello dell'escursionista. Nessuno sembra essere d'accordo su cosa sia una foresta e su come la nostra società debba rapportarsi ad essa, e i media occidentali fanno spesso eco ai dibattiti in corso. Tuttavia, se guardiamo alle culture dei primi popoli, non osserviamo queste opposizioni; ognuno ha il suo posto al centro di uno spazio di vita comune, in un rapporto armonico con l'ambiente.
Allora, cosa ci succede? Perché nella nostra storia ci sono state continue tensioni, che oggi sembrano ancora più acute?
La risposta sta in un ambito molto più concreto di quanto suggerisca il termine: l'immaginale.
In questo suo secondo articolo la storica del giardino e del paesaggio Felice Olivesi mette in relazione l'evolversi delle società umane con le profonde trasformazioni subite nel corso dei secoli dagli ecosistemi forestali.
Per leggere il primo articolo CLICCA QUI
Sulle tracce delle nostre foreste primarie
La storia delle foreste è intimamente legata a quella degli uomini. Le società umane, intervenendo secolo dopo secolo sull'ecosistema forestale, lo hanno trasformato profondamente, portando alla fine alla scomparsa di tutte le foreste primarie delle nostre regioni.
Come e quando è successo? Questo è ciò che cercheremo di scoprire ora, incamminandoci sulle tracce delle nostre foreste primarie.
La nostra storia inizia circa 12.000 anni fa, alla fine dell'ultima era glaciale. Con il ritiro dei ghiacciai a nord, un'intera epoca nella storia della nostra specie sta passando. L' Homo sapiens aveva infatti colonizzato tutta l'Europa occidentale da 20.000 anni prima della nostra era. Il paesaggio di questo rigido clima glaciale era costituito da steppe e tundra. Le foreste erano allora assenti e nelle immense pianure vivevano branchi di grandi erbivori – mammut, megalocero, uro, bisonte, rinoceronte lanoso, renne… – e dei loro predatori – tigri, leoni delle caverne, orsi delle caverne… e uomini.
Pubblichiamo i video degli interventi al Convegno “Cansiglio e Prealpi Trevigiane, indagini faunistiche in un ecosistema che cambia”, tenutosi sabato 14 maggio 2022 presso l’Aula Magna del Seminario Vescovile di Vittorio Veneto (TV).
Il Convegno, organizzato dalla sezione LIPU di Vittorio Veneto in collaborazione con l’Associazione Cinema e Ambiente, ha presentato lo stato di recenti indagini relative a specie faunistiche che possono essere considerate come dei “termometri” dello stato attuale, dell’evoluzione e delle problematiche ambientali che intessano questi territori.
Cansiglio e Prealpi Trevigiane, due territori che, parimenti ad altre aree geografiche del nostro paese, hanno conosciuto una rilevante presenza antropica, una pressione che va oggi modificandosi in forme e tendenze controverse. Da un lato si va estendendo l’abbandono delle zone medio-alte, in passato caratterizzate da pratiche colturale tradizionali, dall’altro, in quelle medio-basse, si assiste ad una forte espansione di attività agricole estensive a monocultura industriale.
A queste dinamiche socio-economiche si aggiungono ed intrecciano variazioni climatiche che, in tempi accelerati, prefigurano cambiamenti negli ecosistemi ambientali determinatisi nel corso dei secoli passati.
Ambienti che si trasformano, abbandoni in collina/montagna e urbanizzazioni nella pianura sottostante, che stanno impoverendo progressivamente la qualità della vita delle persone e il loro rapporto con la natura. In risposta a questo impoverimento si stanno poi generando anche delle risposte che vanno ad interessare questi habitat con forme di sfruttamento sempre più consumistiche. Anche questo sta contribuendo al cambiamento di questi ecosistemi.
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