
Riscopriamo la memoria delle foreste
Ricordi la foresta?
Che aspetto aveva?
Puoi chiarire cosa significa per te "la foresta"?
Quali sono le tue fonti di informazione?
Questa raffica di domande ci porta immediatamente al centro dell’argomento. Perché qui iniziamo un'indagine, con tutto ciò che comporta l'esplorazione, la ricerca di testimonianze e indizi, e soprattutto, per il momento, l'interrogatorio. Non sappiamo ancora molto bene cosa troveremo. Tutto quello che sappiamo è che per salvare le foreste, dobbiamo recuperare i nostri ricordi.
Emergenza. Ricordare...
È importante ricordare. Basta poco tempo per abbattere una foresta e trasformare il suo complesso ecosistema in un deserto fangoso, provocando così la scomparsa, insieme agli alberi, di tutti i vari habitat che le erano associati: bordi, stagni, sottobosco, di un suolo forestale così ricco, così essenziale per l'equilibrio ecologico, ma così vulnerabile alla compattazione.
Senza ricordare com'era la foresta prima dell'arrivo dei macchinari pesanti, come possiamo conoscere il terribile impatto connesso al suo “sfruttamento”?
Come facciamo a sapere cosa è stato distrutto per poi rivendicarlo nuovamente?
Che si tratti di un disboscamento effettuato in pochi giorni o di una vasta foresta selvaggia, trasformata lentamente in una piantagione industriale, dobbiamo essere consapevoli del prima e del dopo.
Nel corso di alcuni casuali incontri avvenuti nell'estate del 2018 il dibattito verteva intorno all'idea della necessità di far rinascere una foresta primaria in Europa occidentale. Le osservazioni di Francis Hallé in merito alla scomparsa delle grandi foreste tropicali e dei gravissimi attacchi all'ultima foresta primaria d'Europa in Polonia, hanno dato poi sostanza e sostegno a riflessioni in merito a questa necessità. Il 25 e 26 febbraio 2019 presso il monastero di Sainte-Croix nella Drôme, scienziati, naturalisti, artisti, registi e fotografi naturalisti, semplici cittadini, hanno deciso di fondare un'associazione che hanno chiamato: Association Francis Hallé pour la forêt primaire.
L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha proclamato il 21 marzo la Giornata internazionale delle foreste (IDF) nel 2012. Il giorno celebra e sensibilizza l'importanza di tutti i tipi di foreste. In ogni giornata internazionale delle foreste, i paesi sono incoraggiati a intraprendere sforzi locali, nazionali e internazionali per organizzare attività che coinvolgano foreste e alberi, come le campagne di piantagione di alberi.
Il tema dell’edizione 2022 della Giornata è “Foreste e produzione e consumo sostenibili”.
Amici del Cansiglio segnala e presenta nella sezione Documenti di Cansiglio.it una nuova rivista trimestrale: SIMBIOSI La rivista si può chiedere in prestito presso la Biblioteca Franco Da Re del Centro Ecologista di Vittorio Veneto il sabato dalle ore 10:00 alle 12:30. Il periodico sostiene anche un progetto per la crescita di nuove foreste nella Pianura padana che, nate dal nulla, saranno destinate a diventare “vetuste” per invecchiamento naturale.
A trent’anni dall’approvazione della legge sulle aree naturali protette, un dossier del Wwf chiede un aggiornamento delle norme. Per evitare derive localistiche e la nascita di parchi fantasma Il 6 dicembre 1991, al termine di un lungo dibattito in parlamento e dopo centinaia di manifestazioni e convegni in tutta Italia, veniva approvata la legge n. 394, legge quadro sulle aree naturali protette. Si concludeva così un percorso ipotizzato 70 anni prima, quando l’allora Ministro Benedetto Croce, nel presentare il suo disegno di legge “Per la tutela delle bellezze naturali e degli immobili di particolare interesse storico”, affermava: «È nella difesa delle bellezze naturali un altissimo interesse morale ed artistico che legittima l’intervento dello Stato». La proposta di Croce non si concretizzò, ma nel 1922 fu istituito il Parco Nazionale del Gran Paradiso, prima area protetta italiana nata su terreni donati da Vittorio Emanuele III. Nell’articolo 1 dell’atto istitutivo si legge che lo scopo del Parco è quello di «conservare la fauna e la flora e di preservarne le speciali conformazioni geologiche, nonché la bellezza del paesaggio»: al Gran Paradiso seguirono il Parco Nazionale d’Abruzzo nel 1923, quello del Circeo nel 1934 e quello dello Stelvio nel 1935. In poco meno di 15 anni erano così nati i primi 4 parchi “storici” d’Italia, destinati per molti anni a rimanere gli unici. Nel secondo dopoguerra, infatti, vi furono diversi tentativi di giungere ad una legge sui parchi, ma nessuno arrivò a compimento.
Il Cansiglio è un Bene Comune: No alla vendita di qualsiasi sua parte per non dare l’avvio ad una serie di privatizzazioni che porterebbe allo snaturamento totale dell’area: salviamo e tuteliamo i grandi alberi presenti all’interno della foresta regionale. La selvicoltura deve diventare sempre più naturalistica, accettando che la funzione economica diventi sempre meno importante, lasciando spazio ai valori ecologici di tutela della biodiversità, della produzione di ossigeno, della cattura e conservazione nel legno della CO2 (contro il riscaldamento globale) e dell’importanza sociale della foresta come luogo di recupero psicofisico e di cura per una popolazione chi ormai al 70% vive (o sopravvive) in ambienti urbani inquinati e malsani.
Le opere previste per Cortina 2026 rischiano di essere l’occasione per nuove devastazioni ambientali e spreco di risorse.
Le proposte di azione dell’ambientalismo sulla gestione delle foreste e della filiera del legno. Convegno sulle Foreste – Cansiglio 10 – 13 settembre 2021
L’Associazione ecologista “Gruppo di Intervento Giuridico” odv (GRIG) ha inoltrato, in data 24 maggio 2021, alle Amministrazioni pubbliche interessate alla realizzazione delle XXV Olimpiadi invernali Milano-Cortina d’Ampezzo 2026 (Regione Veneto, Regione Lombardia, Province autonome di Trento e Bolzano) una specifica istanza affinché venga avviata una procedura di “valutazione ambientale strategica” (V.A.S.) che tenga conto dell’impatto complessivo dell’insieme delle opere previste, sportive e infrastrutturali, valutando non solo singoli effetti su ambiti territoriali circoscritti, ma gli “effetti cumulativi” sull’ambiente montano.
IL MANIFESTO PER LE FORESTE ITALIANE
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