L’alpeggio nella provincia di Belluno
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Premessa
Dedichiamo questo “Quaderno” a un uomo, che con grande sensibilità e amore si è accostato alla montagna e alle sue genti, riuscendo a cogliere nei suoi studi l’intima essenza delle cose. Di ogni pietra, di ogni sentiero, di ogni casèra, specie delle sue montagne zoldane, Giovanni Angelini sapeva. Quel sapere profondo che attingeva da una frequentazione assidua dei libri e degli archivi, ma soprattutto delle persone più semplici: i pastori, i carbonari, i boscaioli, i contadini che per anni aveva assistito come medico. Proprio alle malghe e alla gente che vi lavorava Angelini avrebbe voluto dedicare uno studio e da molto tempo andava raccogliendo materiali; ne sono testimanianza in questo volume alcune sue preziose immagini.
Presentiamo qui i risultati di una ricerca, promossa dal nostro Centro, sullo sfruttamento dei pascoli alpini e prealpini della provincia di Belluno. Sono stati privilegiati gli aspetti storico, etnografico e linguistico, mentre non sono stati affrontati lo studio delle tipologie e della distribuzione degli edifici adibiti all’alpeggio, come pure l’analisi degli effetti del pascolamento sull’ambiente montano.
Alcune aree sono state indagate con maggiore profondità, altre appena sfiorate. Tra quest’ultime meriterebbe una trattazione sistematica la ricca zona pascoliva e boschiva del Cansiglio, sottoposta da secoli a rigidi vincoli da parte della Repubblica di Venezia, che da essa traeva il legname per le costruzioni dell’Arsenale. L’ampia documentazione raccolta e la necessità di ulteriori approfondimenti ci inducono a rimandare questi argomenti a un prossimo volume.
La lettura dei singoli articoli consente di rilevare l’eterogeneità delle soluzioni adottate (conduzione associativa, conduzione individuale, normative regoliere, pascoli scalari, pascoli giornalieri, gestione maschile, gestione prevalentemente femminile, ecc.). Tuttavia, al di là delle peculiarità, forti sono le analogie con altri contesti dell’arco alpino.
Le montagne non avevano segreti per chi in esse doveva trovare sostentamento: venivano utilizzati i pascoli anche nei luoghi più reconditi e di difficile accesso, in una contesa, spesso aspra, tra malgari e pastori di pecore; gente abituata a fare i conti con i pericoli e con le peggiori avversità, nelle cui mani veniva affidato un patrimonio prezioso per tutta la comunità. La circolazione di idee, di tecniche, di conoscenze veterinarie era dunque molto importante e le montagne non costituivano un ostacolo a questo processo di interscambio, anzi erano spesso il luogo in cui si incontravano a lavorare fianco a fianco persone di diversa provenienza. Così, l’uso dei pascoli superava confini istituzionali e culturali: le mandrie bellunesi andavano in Tirolo e viceversa, come pure quelle trevigiane, trentine e in parte friulane.
Le attività della montagna erano comunque strettamente legate a quelle del fondovalle e della pianura, in un complesso intreccio di interessi e di scambi, a conferma di un ruolo non marginale del territorio montano bellunese nell’economia delle Venezie.
Daniela Perco
INDICE
D. Perco, Premessa, p. 3
P. Guichonnet, Presentazione, p. 5
E. Cason Angelini, Note sull’alpeggio nel Bellunese e nella Val di Zoldo, p. 7
D. Perco, I malgari della Val Belluna, p. 39
U. Pistoia, Pascoli e alpeggio in Valle di Primiero nei secoli XIII-XV, p. 61
C. Zoldan, I pascoli di Campotorondo. Tre secoli di locazioni (1500-1700), p. 67
C. Da Roit, Dalle liti sui pascoli e sull’alpeggio dei bovini a La Valle Agordina, p. 77
L. Palla, L’uso dei pascoli nelle vicinie di Livinallongo, p. 95
G. Menegus, Annotazioni su figure regoliere e organizzazione del pascolo nel Cadore, p. 107
G. Nicoletti, Un’azienda di allevamento nell’alta pianura trevisana. Il patrimonio bovino della Certosa del Montello nel XVI secolo, p. 129
B. Simonato Zasio, La controversia per l’estrazione del butirro, p. 147
D. Gasparini, “Mortalità dei bovini seguita nel territorio trevigiano nell’anno MDCCXI”, p. 171
S. Belli, L’evoluzione delle razze bovine nella provincia di Belluno, p. 207
V. Pallabazzer, Su alcuni termini e usanze pastorali della regione dolomitica, p. 215
A. De Marco, M. Rech, Latte, burro e formaggio: strumenti e tecniche tradizionali di lavorazione sul Massiccio del Grappa, p. 225
G. Tomasi, Terminologia del fieno in area prealpina, p. 245