Per il rilancio dei parchi
Il documento raccoglie una serie di interventi promossi da un'assemblea del Gruppo di San Rossore a vent'anni dalla l.394/1991. Ne emerge un giudizio preoccupato che chiede con urgenza il rilancio di una politica dei parchi in quanto, dall'introduzione della legge quadro del '91, ne sono andate via via nel tempo smarrendosi o opacizzandosi le coordinate, il senso, le finalità.
Il Cansiglio, cardine della connettività
Il documento di Virginio Bettini, richiamando interventi relativi alla proposta di realizzazione di un Parco Interregionale del Cansiglio, indica quale compito del Parco quello di individuare il significato che le risorse dell’ambiente naturale e storico culturale possono assumere per la costituzione del piano di assetto territoriale, individuando un modello che si fondi sulla specificità, sull’identità e la diversità dei luoghi, superando la conflittualità con gli enti che agiscono nello specifico ambito territoriale.
Tra Cansiglio e Val Lapisina: funzionalità storica di una terra di confine
Il documento, Tesi di laurea triennale in Topografia dell'Italia Antica di Giacomo Tonon presso , ha per oggetto l'analisi del comprensorio costituito dal massiccio del Cansiglio e dalla Val Lapisina, tra la pianura vittoriese e coneglianese a sud, i pendii orientali verso il Monte Cavallo ad est e l’Alpago a nord.
La tragedia dei comunali - Le foreste comunali in Carnia e nel Friuli agli inizi dell'Ottocento
Il documento contiene uno studio di Furio Bianco nel quale si analizzano le vicissitudini dei boschi indicati sotto il dominio austriaco, i sempre discussi usi civici, il commercio del legname, la concorrenza austriaca, lo stato delle foreste e il loro progressivo sfruttamento.
Taglio e trasporto del legname dal Cansiglio all'Arsenale di Venezia
Articolo di Camillo Pavan, pubblicato su "Le Foreste" Bimestrale dell'Azienda Regionale Foreste del Veneto, N.3, 1986 che descrive brevemente le diverse fasi delle attività che dall'abbattimento dei faggi nel bosco, l'esbosco, le condotte al taglio nelle pubbliche segherie ed il trasporto fluviale sulle zattere terminavano nelle diverse operazioni eseguite all'interno dell'Arsenale di Venezia.
Origine e percorsi del popolo cimbro
Nel documento qui presentato, tratto dalla Tesi di laurea “Geografia culturale delle enclaves cimbre in Italia” Alice Dal Borgo indaga le ipotesi delle origini di questa popolazione e perviene alla fine della sua indagine al bosco del Cansiglio, l'ultima tappa del cammino dei Cimbri.
I simboli della Forestale
Il documento contiene un articolo di Nicolò Giordano, pubblicato nel Notiziario Storico dell'Arma dei Carabinieri, N.1, Anno II, 2017, che illustra come, a partire dagli inizi dell’Ottocento ed in particolare con l’istituzione dell’Amministrazione forestale del Regno di Sardegna, abbia preso inizio nella simbologia del corpo forestale un’evoluzione uniformologica nella quale si sono riuniti elementi di diversa provenienza, ricombinati a seconda delle diverse epoche.
I sentieri della Memoria - Da Fregona al Cansiglio sui sentieri delle montanine
Il documento di Giorgio Mies richiama uno scritto di Antonio Caccianiga che, già nel 1867, aveva descritto le donne di Fregona incontrate per strada mentre salivano a raccogliere i frutti della foresta del Cansiglio. Una tradizione che in passato accomunava un po' tutte le donne della pedemontana del Cansiglio.
L'evoluzione culturale e colturale del Demanio Forestale
L'articolo di Simona Greco, pubblicato sul "Notiziario storico dell'Arma dei Carabinieri", N.5, Anno II, 2017, illustra come storicamente l’Amministrazione forestale alle sua origini si sia trovata ad operare in condizioni notevolmente diverse da quelle dell’epoca attuale. Le idee liberiste, che dominarono le diverse attività economiche sino alla fine dell’800 consideravano i boschi alla stessa stregua delle altre risorse, senza dare il dovuto rilievo, tra i criteri di gestione, a quello della conservazione perpetua della coltura forestale in atto.
Pietre confinarie - Un fenomeno istriano DOC
L'articolo di Arletta Fonio Grubiša, pubblicato sul quotidiano italiano dell'Istria e del Quarnero "La Voce del popolo" del 4 maggio 2013, descrive il recupero e la valorizzazione delle pietre confinarie di antichi boschi istriani. Cippi che, al pari di quanto avvenuto in Cansiglio, costituivano simboli del potere, della gestione forestale della Serenissima, andati via via nel corso tempo dimenticati successivamente alla sua caduta.
Chiave dicotomica alle famiglie Coleotteri della fauna d'Italia
Il documento è costituito da un manuale di Marialuisa Dal Cortivo, Monica Sommacal e Enzo Gatti, edito dal Raggruppamento Carabinieri Biodiversità, Reparto di Belluno, uno strumento scientifico di identificazione, ma anche di divulgazione, delle famiglie dei coleotteri della fauna italiana.
Sperimentazione di metodologie di monitoraggio di Gallo Cedrone (Tetrao urogallus Linnaeus, 1758) e Francolino di Monte (Bonasa bonasia Linnaeus, 1758) in Aree campione di RETE NATURA 2000 nel bosco del Cansiglio
Il documento presenta un elaborato di tesi di Giovanni Benetton che ha riguardato lo studio di metodologie di monitoraggio faunistico nel Bosco del Cansiglio, in particolare all’interno del Demanio Regionale Veneto. Le attività di ricerca e di campagna si sono svolte da marzo 2017 a giugno 2018, presso l’Agenzia Regionale “Veneto Agricoltura”.
Ordini, Provisioni, Decreti, terminacioni et Lettere in materia de Boschi d'Alpago, et Caiada
Il documento, a cura di Franco Dal Cin, costituisce la trascrizione di un testo composto a partire dal XVII secolo che, raccogliendo le numerose disposizioni via via emanate per il governo dei due boschi del bellunese, doveva rappresentare un valido strumento per i Rettori di Belluno che andavano succedendosi nella carica che li vedeva responsabili della gestione di quei boschi.
Amministrazione statale e boschi pubblici della montagna veneta nel primo '800
Cansiglio, Somadida, Caiada: sono questi i tre boschi dell'area bellunese e cadorina che la Repubblica di Venezia lascia in eredità agli stati che prendono il suo posto nel territorio veneto. Il documento di Antonio Lazzarini esamina vicende dei principali boschi pubblici di montagna in considerazione anche delle problematiche e orientamenti selvicolturali presenti nel dibattito di quel periodo.
La foresta del Cansiglio durante il "governo austriaco"
Il documento prende in considerazione il periodo successivo alla caduta della Serenissima che vide, dopo alterne vicende, passare il Cansiglio sotto il controllo "austriaco" esaminando alcuni interventi ed aspetti organizzativi della sua politica di gestione forestale.
Terminazione dei boschi pubblici del Bellunese e della Carnia (1792)
Il documento presenta l'importante testo normativo predisposto dagli Inquisitori all'Arsenale, una riforma che doveva caratterizzare la politica forestale della Serenissima secondo le nuove e mutate esigenze nello sfruttamento della risorsa legno.
I diritti privati e gli ‘usurpi’ ai margini dei ‘Boschi di Alpago’ durante l’Ancien Régime - La vendita del 1798 di Giuseppe Doglioni alla Gastaldia di Fregona
Nel documento di Oscar De Zorzi si prendono in considerazione ed esaminano le titolarità dei diritti di pascolo che furono oggetto di atti di compravendita riguardanti la località Code che nel 1656 era possesso distinto delle famiglie Raccola ed Arnosti di Serravalle.
Le antiche foreste del Veneto e le politiche forestali della Serenissima
Il documento, contributo di Franco Viola alla pubblicazione "Il risveglio della foresta Le politiche forestali dalla Serenissima ad oggi", Quaderno della collana di Europe Direct Veneto, N.19, 2017, effettua una sintetica panoramica delle foreste anticamente presenti nel Veneto soffermandosi poi in particolare sull'approccio della Serenissima nel governo e sfruttamento di questa importante risorsa.
Lo sfruttamento delle risorse forestali in Italia durante il primo conflitto mondiale
Nel documento di M. Ermacora si afferma che la Grande Guerra mutò il volto delle montagne e ne trasformò sensibilmente il paesaggio. Le trasformazioni più consistenti furono causate dalla logistica militare e dalla ricerca di risorse energetiche alternative ai combustibili fossili. La necessità di legname da destinare alle industrie, ai servizi e alle truppe al fronte fu assai consistente.
Confinazioni della Foresta del Cansiglio (1965)
Il documento presenta brevemente le premesse e le modalità che portarono allo scorporo della parte orientale della Foresta Nazionale dal Demanio dello Stato a quello della Regione Friuli-Venezia Giulia, al patrimonio indisponibile della Regione autonoma che per la sua gestione istituì un proprio Corpo Forestale.
Confinazioni della Foresta del Cansiglio (1895)
Il documento illustra brevemente la modifica effettuata al confine della Foresta Demaniale nella sua parte nord-occidentale alla fine dell'Ottocento in seguito alla definizione e riconoscimento di diritti di pascolo avanzati dalle Comunità locali limitrofe.
Confinazioni della Foresta del Cansiglio (1874/75)
Il documento presenta le premesse normative e le modalità di intervento della confinazione della Foresta del Cansiglio effettuata dal Regno d'Italia nel quadro della politica forestale nazionale decisa nei suoi primi di vita.
Cronologia storica del Cansiglio
Nel documento si presenta una sintesi dei fatti e degli accadimenti che hanno interessato la più che millenaria storia del Cansiglio.
Boschi, legnami, costruzioni navali. L’Arsenale di Venezia fra XVI e XVIII secolo
Il documento di Antonio Lazzarini è dedicato allo studio dei boschi della Repubblica di Venezia, delle loro caratteristiche, dei metodi di gestione, del complesso meccanismo di approvvigionamento del legname per la cantieristica navale e della sua utilizzazione da parte dell’Arsenale.
Boschi e legname. Una riforma veneziana e i suoi esiti
Il documento presenta uno studio di Antonio Lazzarini nel quale si analizza un provvedimento normativo introdotto dalla Repubblica veneta negli ultimi tempi della sua esistenza, un periodo caratterizzati da una sostanziale stabilità ma con spinte riformatrici sulla cui portata si è molto discusso in ambito storiografico. Autore dell'intervento fu l'Inquisitorato all'Arsenal e riguardava una riforma dibattuta per decenni: quella forestale.
Il «Motore Alpino» di Andrea Galvani. Tecniche di trasporto della legna nel bosco del Cansiglio
Nel documento di Antonio Lazzarini si presenta e analizza un'invenzione che riguardava uno specifico problema legato allo sfruttamento economico della foresta del Cansiglio: l'elevato costo economico dell'esbosco del legname. In particolare il manufatto serviva per innalzare carichi di legname a quote più elevate, risolvendo un complesso problema tecnico e di gestione d'impresa.
Campo di Pille
Nel breve articolo di F. Dal Cin, pubblicato nel periodico "l'Artugna", N.124, 2011, si rintracciano alcune fonti e notizie storiche in merito ad un toponimo non più in uso nell'indicare una località dell'alto versante nord-orientale dell'altopiano del Cansiglio.
La Serenissima e il governo del Bosco d'Alpago nell'operato dei Rettori di Belluno (XVI e XVII Secolo)
Il documento di F. Dal Cin prende in considerazione alcuni dei più significativi provvedimenti disposti dai Rettori di Belluno nel corso dei secoli XVI e XVII in merito alla gestione del Bosco d'Alpago, importante risorsa strategico-economica che erano chiamati a sovrintendere in qualità di Provveditori dei Boschi.
Il Motore Alpino di Andrea Galvani
Il documento, a cura di Franco Dal Cin, presenta documenti e una scheda del manufatto inventato dall'imprenditore pordenonese Andrea Galvani. Un "levatoio" che tra il 1837 e il 1841 venne utilizzato per l'esbosco del legname dall'interno della foresta facendolo risalire sulla sommità del versante orientale della stessa.
Pian de la Pìta
Dopo i rimboschimenti effettuati dalla fine dell'Ottocento Pian de la Pìta oggi si identifica con una radura posta ai margini occidentali della foresta sul pendio che dà sulla Val Lapisina. Da qui la vista abbraccia i prospicenti monti Faverghera-Visentin e, verso nord, il Lago di Santa Croce e la parte bassa della conca dell’Alpago. Il breve documento di F. Dal Cin riporta vicende e fatti che hanno interessato questo luogo nel corso del tempo.
Un progetto fallito. Il bosco del Cansiglio dopo la riforma veneziana del 1792
Il documento di Antonio Lazzarini presenta la riforma boschiva del 1792, una delle poche che Venezia riesce a varare, fra le molte messe in cantiere e infruttuosamente discusse per lungo tempo. Ne era stato artefice l'Inquisitorato all'Arsenal al quale era stato assegnato anche come compito la ristrutturazione globale del governo dei boschi, particolarmente di quelli ritenuti necessari alla fornitura della materia prima per la costruzione delle navi.
L'evoluzione dei boschi veneti - Analisi delle dinamiche spaziali dei popolamenti forestali regionali
Il documento qui presentato, coordinato da Luigi Di Prinzio e Maurizio Dissegna, presenta una ricerca condotta da gruppi di lavoro dello IUAV di Venezia e della Regione Veneto che aveva come obiettivi l'identificazione e la mappatura delle dinamiche dei popolamenti forestali della Regione Veneto.
Boschi vetusti e riserve forestali nel Veneto
Nel lavoro qui presentato, curato da Giuseppe Sartori e pubblicato nel 2007 in un Quaderno di documentazione del Consiglio Regionale del Veneto vengono sintetizzate le criticità emergenti legate alle dinamiche di cambiamento della biodiversità nelle foreste del Veneto anche esaminando i dati delle politiche forestali degli ultimi decenni e delle trasformazioni di boschi e foreste di montagna, collina e pianura conseguenti all’abbandono colturale e ad iniziative locali di contrasto alle alterazioni del paesaggio forestale, di miglioramento ambientale ed estetico e di difesa della biodiversità forestale e naturalistica dei territori del Veneto.
Alberi nella toponomastica Bellunese
Il documento è un estratto da: Ricordo di Francesco Caldart. Il paesaggio forestale bellunese visto da Francesco Caldart nel secolo scorso.
Il mezzo miglio in Cansiglio
L'articolo, pubblicato da Guido Spada nella rivista "l'Artugna", Dardago, n.94, 2001, si presentano considerazioni in merito all'origine e significato del "mezzomiglio" e analizzano le sue vicende successivamente alla caduta della Serenissima.
Il diritto di "Mezzo Miglio" sul Cansiglio
Nell'articolo di Flavio De Bin, tratto dalla Rivista quadrimestrale di studi vittoriesi IL FLAMINIO n°2 1980 Edita dalla Comunità Montana delle Prealpi Trevigiane, si fanno considerazioni in merito al provvedimento della Serenissima di introdurre nel Bosco d'Alpago di "muraglie", il cosiddetto Mezzomiglio, fasce di terreno che cingevano la foresta con funzione di protezione.
Il bosco nelle provincie venete dall’Unità ad oggi - Strutture e dinamiche economiche
In questo studio David Celletti pubblicato nel 2008 la storia del bosco veneto è affrontata affiancando ad una sintesi critica dei fondamentali processi che hanno coinvolto tale realtà un’analisi statistico quantitativa delle serie storiche relative alle principali variabili socio-economiche esaminate.
La fauna del Cansiglio
L'Altopiano del Cansiglio presenta una varietà di fauna selvatica molto interessante sia sotto il punto di vista naturale che di conservazione dell'ecosistema alpino. Il sintetico documento di Francesco Mezzavilla qui presentato rileva come i motivi di tale varietà siano dovuti ad una serie di realtà ambientali.
Il Faggio e la Fauna - Indagini ecologiche nella Riserva Naturale Biogenetica Campo di Mezzo-Pian Parrocchia Foresta del Cansiglio
Alla singolarità dell'ambiente della Riserva Naturale Biogenetica "Campo di Mezzo - Pian Parrocchia" si associa la valenza di un biotopo ancora relativamente poco indagato nelle sue valenze faunistiche. In questo studio di Francesco Mezzavilla vengono riassunti alcuni aspetti demo-ecologici, inerenti soprattutto la rete trofica, che rendono interdipendenti la produttività primaria della faggeta nelle sue fasi di pasciona, con i micromammiferi ed i rapaci notturni.
Censimento dei rapaci notturni in Cansiglio
Il documento di S. Lombardo, F. Mezzavilla e A. Favaretto descrive una ricerca nella quale si sono approfondite alcune conoscenze relative alle variazioni di popolazione dei rapaci notturni viventi in aree montane.
II° Convegno Rapaci Diurni e notturni, Quaderni Faunistici - n.3
Il documento del 2013, riporta il contenuto del Convegno sugli Uccelli Rapaci, organizzato dall'Associazione Faunisti Veneti, un convegno dal quale è emerso che in un decennio si sono verificate forti trasformazioni del territorio nazionale che hanno coinvolto in maniera molto significativa sia i rapaci diurni che quelli notturni.
Presenza di Allocco degli Urali Strix uralensis in Cansiglio - 1999
Il documento di Lombardo S. e Mezzavilla F. riferisce come in Italia le segnalazioni di Allocco degli Urali antecedenti gli anni '90 erano state una ventina e molte di queste riguardavano l'area alpina nord orientale ricadente nelle regioni Trentino-Alto Adige e Friuli Venezia Giulia. Tra queste veniva citato il rinvenimento di un individuo nella Foresta del Cansiglio.
Il Valico Montano del Monte Pizzoc risultati delle indagini anni 2004-2017
A quattro anni dalla precedente pubblicazione inerente sempre l’Osservatorio Ornitologico del valico montano del Monte Pizzoc (2014), in questo documento F. Mezzavilla e A. Favaretto ne pubblicano una seconda, che integra la precedente e presenta un’indagine singolare che permette di confrontare due distinti metodi di studio delle migrazioni degli uccelli.
Nuovo reperto di gatto selvatico Felis Silvestris Linnaeus, 1758 in provincia di Treviso
La nota, presentato da S. Lombardo, F. Mezzavilla, T. Fadelli e M. Rizzardosi sulla rivista "Natura Vicentina", N.7, 2003 riferisce come nelle indagini svolte in Italia si è via via accertata la presenza della specie in diverse distinte aree. L’esemplare qui in esame è stato rinvenuto a fine ottobre 2002.
Il cervo del Cansiglio
Il documento di S. Lombardo e G. Stiz presenta i caratteri della specie in esame e ricostruisce le vicende della sua presenza in Cansiglio. Nel 1985 erano segnalati 30 capi....
Il Biancone (Circaetus gallicus)
Il documento di Roberto Guglielmi presenta la scheda di un rapace diurno dalle caratteristiche uniche nel panorama europeo, specie che appartiene alla famiglia degli Accipitridi, che comprende poiane, aquile, nibbi, albanelle, astori e sparvieri, ossia tutti quei rapaci con ali sfrangiate, che vengono dispiegate per compiere volteggi e sfruttare le correnti ascensionali.
Il ritorno dei grandi carnivori
Il documento presenta un Progetto CAI-Scuola - Un ciclo di corsi di formazione per docenti dedicato alla conoscenza dell’affascinante ma complesso processo di ricolonizzazione del territorio montano italiano da parte dei Grandi Carnivori.
Tetraonidi del Cansiglio
Il documento è costituito da schede illustrate riguardanti il Gallo cedrone, la Pernice bianca e il Francolino di monte.
Aquila reale (Aquila chrysaetos)
Il documento di Roberto Guglielmi presenta una scheda dell’Aquila reale, una specie altamente carismatica e conosciuta da tutti, eppure sono ancora tanti i luoghi comuni – duri a morire e molto diffusi – che si discostano dalla realtà dei fatti.
Etimologia del toponimo Cansiglio/Cansei
Nel documento di Pier Franco Uliana si presenta un'ipotesi di interpretazione del toponimo Cansiglio: Canséi (Forèsta-đel-, Bósch-de-, Piàn-). Il toponimo C a s i l l o (i n s u b-) compare per la prima volta in un diploma di Berengario I, a. 923.
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