Categoria: Libri
Editore: Arsenale Editrice
Pagine: 133
Anno: 1988
Note: Dal passato a noi. Strumenti didattici 2. - Ministero per i beni culturali e ambientali, Archivio di Stato di Venezia, Università degli studi di Padova – Dipartimento di Geografia

Visite: 558

“È risaputo per esperienza che i boschi sono non solo utili, ma necessari alla nostra città”. Con questo proemio informato a lucido pragmatismo il Collegio della Repubblica di Venezia apriva il testo di uno dei organici interventi normativi in materia di legislazione forestale, emanato su delega del Senato il 4 gennaio 1476.

Presentazione

Viene pubblicato a distanza di tempo, ma con maggior numero di pagine e di illustrazioni, il secondo degli Strumenti didattici ideati anni fa dall’Archivio di Stato di Venezia. Lo si pubblica anche questa volta con l’appoggio finanziario della Giunta Regionale del Veneto e di concerto con il Dipartimento di Geografia dell’Università di Padova, grazie al determinante contributo di Emanuela Casti Moreschi per il versante di sua competenza, accanto a quello archivistico di Elena Zolli, che iniziò questo lavoro quale funzionaria dell’Archivio e volle amichevolmente portarlo a termine anche dopo essere passata all’insegnamento superiore. Resta così assicurata quella convergenza pluridisciplinare di analisi che già era stata apprezzata nell’opuscolo precedente e che giova a dimostrare come qualsiasi documento, sia esso atto scritto, prodotto cartografico o altro ancora, possa essere osservato da mille diverse angolature.

Questo libretto si ricollega, sebbene con un altro taglio, alla mostra documentaria Boschi della Serenissima. Utilizzo e tutela, allestita dall’Archivio nell’estate del 1987, che ebbe un successo superiore alle attese, perché era in sintonia con l’interesse ecologico oggi sempre più diffuso e stimolava a facili raffronti con situazioni attuali, per riscontrare somiglianze e divergenze, mutamenti e continuità. Il tema è qui affrontato in chiave didattica, sviluppando con l’aiuto di documenti cartografici argomenti relativi alla presenza del bosco, al suo mantenimento o alla sua scomparsa nel corso del tempo in talune aree venete individuate in base a criteri geografici e rappresentative più o meno dell’intero territorio regionale. Il primo numero della collana mirava a fornire esempi di lettura  e interpretazione di mappe antiche, mediante le quali venivano illustrate talune situazioni, sia naturali che dovute all’intervento dell’uomo. Qui è invece protagonista il territorio, studiato attraverso carte accuratamente scelte  con riguardo all’elemento peculiare del bosco, per tentare di cogliere, oltre all’evoluzione naturale, le ragioni politiche, amministrative, tecniche e di vita quotidiana, a cominciare da quelle legate alla semplice sopravvivenza, che determinarono i vari comportamenti umani e i loro riflessi sull’esistenza e la gestione della foresta.

Si intende così ricordare l’apporto che possono offrire gli Archivi con la ricchezza delle loro fonti documentarie, non fosse altro a livello di informazione e di spunto di informazione, per un più consapevole accostamento a problemi ormai universalmente sentiti, nella ricerca di un nuovo equilibrio tra l’uomo, la natura e l’ambiente, che trasformi l’antico e orgoglioso concetto di dominio in quello di un rapporto armonioso, tale da contemperare le necessità dell’uso con quelle, altrettanto pressanti, del rispetto e della protezione. Contrastanti esigenze che erano riassunte nel titolo della mostra, volta a indagare gli atteggiamenti assunti dalla Repubblica Veneta e i motivi ispiratori della sua politica forestale, aperta a una visione unitaria dello “Stato da Terra” dalla laguna ai monti boscosi. Come sempre, la ricerca archivistica induce a considerare il legame tra passato e presente, per preparare il futuro. Un legame e una continuità che piace ravvisare anche riguardo alla modernissima carta del Veneto boschivo, prima tra quelle qui pubblicate, rilevata dal satellite ed elaborata dal computer per i fini conoscitivi e amministrativi della Regione, prodotto della tecnica più raffinata che rappresenta l’anello estremo – almeno per ora – di una sequenza alla quale appartengono, in posizione più remota le stesse carte costruite e disegnate dagli antichi periti con gli strumenti di allora, conservate in gran numero nell’Archivio dei Frari.

Nel licenziare questo lavoro desidero ringraziare, insieme alle due autrici per il loro impegno e la loro perseveranza anche in circostanze difficili, quanti nell’Istituto hanno in varia guisa collaborato alla sua buona riuscita, in particolare l’operatore Angelo Mecca della Sezione di fotoriproduzione e la bibliotecaria Elisabetta Barile per la revisione della bibliografia e la fatica redazionale. Il mio vivo ringraziamento va ad Eugenia Bevilacqua, ordinario di Geografia dell’Università di Padova, che ha accompagnato l’impresa con l’ammaestramento e il consiglio. Ringrazio infine la Giunta Regionale del Veneto nella persona dell’assessore Mirco Marzaro, per aver voluto ancora una volta affiancare l’Archivio nell’attività di promozione culturale, rivolta in questo caso ai più giovani, quale aiuto alla loro formazione.

Maria Francesca Tiepolo – Direttore dell’Archivio di Stato di Venezia

 

Presentazione

La vita urbana sempre più estremamente diffusa sulla superficie terrestre con le sue cadenze accelerate e con la sua organizzazione spinta che nel complesso propone all’uomo un insieme di modelli collettivi e artificiosi da seguire, sollecita con sempre maggiore frequenza i singoli, prima ancora che la società, a ricercare un contatto diretto con la natura. Tuttavia l’organizzazione estesa della vacanza di cui di recente si è impadronita l’economia, attenta a mettere in atto la legge del profitto, rende a volte non troppo agevole la soddisfazione di questa aspirazione ancora ampiamente  inconscia ma profondamente naturale. Si può dire che ormai non esistono più in Europa aree ad ecosistema naturale, ma ve ne sono ancora molte dove esiste un ecosistema forestale e queste, grandi o piccole che siano, costituiscono oggi quegli spazi che, con la loro condizione naturale a volte anche protetta, forse possono ancora attenuare gli squilibri ampiamente distribuiti sul territorio dall’uomo con la sua azione millenaria.

Il volume che si presenta si prefigge di illustrare mediante una campionatura di aree boschive intorno alle quali vi è una ricca e particolareggiata documentazione, la politica attuata dall Repubblica di Venezia per governare i boschi e per utilizzare al meglio i prodotti. Emergono a poco a poco le preoccupazioni e gli interventi attuati per difendersi dalle calamità naturali, la consistenza delle risorse economiche e il loro impiego, gli elementi che definiscono un articolato assetto amministrativo, ma soprattutto appare con chiarezza la distribuzione dell’uomo, la sua organizzazione, le sue necessità, il suo lavoro. Il rapporto tra uomo e bosco non è univoco ma complesso e mutevole in relazione alle specifiche condizioni locali, temporali, politiche ed anche sociali delle varie aree, ma comunque in ogni momento traspare la situazione contingente, a volte drammatica a volte chiara e lungimirante, sia della comunità umana sia della regione naturale che si cerca di interpretare.

L’interpretazione dei documenti utilizzati, e in questo momento mi riferisco a quelli cartografici, non è qualche cosa che si possa fare osservando genericamente una carta storica, riconoscendo cioè nel complesso la simbologia. È necessario invece uno specifico ed approfondito studio che permetta di cogliere negli elementi grafici del prodotto  quelle differenze di gerarchizzazione dei segni che sono utilizzate da ogni estensore in connessione con l’uso cui la carta è destinata. Neanche questo tuttavia in genere è sufficiente se non è avvalorato o chiarito da altri tipi di documenti coevi, che possono essere prettamente di archivio o anche cartografici, riferiti alla stessa area o ad aree diverse, in modo che la comparazione conduca, con maggiore sicurezza, a valutare gli elementi essenziali che il cartografo ha inserito nel disegno. Infatti è nel ricreare la complessa realtà del momento in cui nasce il lavoro cartografico che si può cercare di esaminare i singoli elementi inseriti per dare a ciascuno di essi lo stesso valore che l’autore attribuiva loro; l’insieme delle varie componenti potranno in definitiva prospettarci la realtà storica del paesaggio tratteggiato.

È quindi un lavoro approfondito quello che è stato fatto dalle due autrici del volume e che mi auguro possa essere utilizzato ampiamente nella scuola come ausilio e sostegno del lavoro degli insegnanti. Il conoscere la situazione boschiva di tutta una serie di aree regionali potrà facilitare il compito di proporre agli allievi le modificazioni avvenute nel corso dei secoli sulla superficie terrestre e l’incessante lavoro degli uomini che in ogni epoca hanno cercato di difendere e modificare il territorio. Il complesso della loro azione tuttavia non sempre ha avuto esiti positivi, difficilmente per deliberata volontà umana, ma piuttosto per l’imprevista o a volte imprevedibile reazione della natura. Queste considerazioni così semplici e lineari potranno permettere di valutare con logico equilibrio tante situazioni del presente. L’aver inserito all’inizio della trattazione geografica l’immagine del Veneto visto dal satellite è un invito a considerare la situazione attuale della distribuzione del bosco non come derivata da cause della nostra storia recente, ma piuttosto dalla somma di interventi, di necessità, di travaglio della lunghissima serie di generazioni che ci hanno preceduto. L’organizzazione attuale del territorio non può prescindere dalla conoscenza delle modificazioni che si sono verificate nel tempo.

Sono molto grata al direttore dell’Archivio di Stato di Venezia, dott. Maria Francesca Tiepolo, che ha già organizzato la mostra documentaria Boschi della Serenissima. Utilizzo e tutela  (1987), per i consigli e l’aiuto fornito insieme ai suoi collaboratori durante tutto il periodo di preparazione del lavoro. La collaborazione tra la dott. Emanuela Casti Moreschi che ha trattato la problematica geografica e la dott. Elena Zolli che si è occupata della parte archivistica del lavoro, conferma ancora una volta l’utilità di ricerche interdisciplinari effettuate di concerto su alcuni argomenti complessi e di ampio interesse. A tutti gli insegnanti che utilizzeranno questo libro, dopo aver approfondito con il loro studio le problematiche prospettate, formulo i migliori auguri per riuscire a rinnovare e a vivificare l’insegnamento della Geografia.

Eugenia Bevilacqua – Ordinario di Geografia nell’Università di Padova

 

INDICE

Presentazioni:

Mirco Marzaro
Maria Francesca Tiepolo
Eugenia Bevilacqua

Una città di mare e i suoi boschi. Elena Zolli

La cartografia dei boschi: informazione e controllo. Emanuela Casti Moreschi

Il Veneto visto dal satellite.

I boschi lungo la fascia costiera.

Antichi boschi della frangia lagunare.

Il Montello: un bosco “entro l’Arsenal”.

La foresta del Cansiglio: remi per le galee.

I boschi dell’Asolano.

L’altopiano dei Setti Comuni.

La Lessinia, “montagna del carbon”.

I boschi del Cadore.

Bibliografia

Indice delle figure

ABBIAMO A CUORE LA TUA PRIVACY

Questo sito utilizza cookie tecnici per la navigazione. Per continuare la lettura delle pagine clicca ACCETTO