Categoria: Libri
Editore: Signum edizioni
Pagine: 255
Anno: 1984
Note: Prefazione di Alvise Zorzi

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“Eamus ad bonos Venetos”: la celebre frase, che riassume lo spirito di molte dedizioni a Venezia di città d’oltremare e di terraferma, è soltanto una frase fatta, o corrisponde veramente ad una realtà? In altre parole, furono veramente “buoni” i Veneziani, con coloro che la forza delle armi, la forza delle circostanze o una scelta libera e cosciente, anche se dettata dalla convenienza, spinsero a darsi alla Serenissima, e – tranne la crisi del primo Cinquecento – le rimasero fedeli fino alla sua caduta? È un’antica polemica, alla quale, prima degli studiosi, diedero una risposta i fatti (...)

Esperto di diritto, Ivone Cacciavillani affronta le basi legislative della gestione veneziana del territorio, in particolare del cosiddetto Dominio di Terraferma, con un impegno che lo fa inoltrare, con la destrezza di un pilota veneziano tra le isole e gli scogli dell’altro Dominio, quello “da Mar”, nella foresta delle magistrature repubblicane e delle loro competenze, quasi sempre confuse, sempre complesse (basti la normalità della coincidenza tra funzione legislativa e funzione giudiziaria negli stessi organi: caso limite ma non unico il Consiglio dei Dieci, che, oltre ad essere tribunale e assemblea legislativa, era anche organo d’alta polizia di Stato e, persino, di minuta amministrazione in campi casalinghi come le elezioni dei parroci et similia). Egli, però, non si limita alla fredda disanima di norme e formule organizzative e amministrative secondo le quali Venezia gestiva il territorio, ma penetra anche nel merito delle realtà economiche e sociali alle quali norme  e formule venivano applicate, l’agricoltura, la condizione (in verità tristissima fino a non moltissimo tempo fa) dei contadini, persino le strutture edilizie applicate all’agricoltura. Un capitolo intero del suo libro è dedicato a due elementi considerati dalla Repubblica di importanza fondamentale, le bonifiche e i boschi, cioè i due dati che, in certo senso, riassumono l’antitesi fondamentale delle politica veneta, giacché i i boschi dovevano provvedere alle antenne ed al fasciame delle navi, strumenti dell’impero economico e militare di Venezia sui mari, e le bonifiche dovevano provvedere a loro volta quelle “biave” che, nel declino del commercio marittimo, non venivano più portate dalla flotta mercantile a riempire i granai della Repubblica per fronteggiare penurie e carestie.(...)


Indice

Prefazione

PARTE PRIMA. LA LEGISLAZIONE

Capitolo primo

La legislazione nel sistema statuale veneziano

  • L’organizzazione delle funzioni pubbliche
  • I caratteri dell’organizzazione statuale
  • I caratteri della produzione normativa
  • Le modalità della produzione normativa

Capitolo secondo

Il territorio nella politica veneziana

  • Venezia e il territorio
  • L’organizzazione aministrativa
  • Le forme di proprietà fondiaria
  • Le forme dei contratti agrari
  • Le colture principali
  • Le case rurali

Capitolo terzo

I boschi, i fiumi, la bonifiche e l’irrigazione

  • I boschi
  • I fiumi
  • La bonifica e l’irrigazione

PARTE SECONDA . LE LEGGI

Sezione prima
I boschi

Sezione seconda
I fiumi

Sezione terza
Bonifiche e irrigazioni

 

 

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