Categoria: Libri
Editore: Edizioni Papergraf
Pagine: 151
ISBN: 978888264586
Anno: 2007
Note: Associazione Premio letterario Giuseppe Mazzotti

L’alpeggio e la malga come una civiltà particolare, come un modo di essere della montagna e della sua gente.

 

PRESENTAZIONE

La montagna, assieme forse alla pittura costituisce il primo amore di Giuseppe Mazzotti. Un amore assoluto, che lo indusse a cimentarsi ripetutamente con le rocce della Val d’Aosta e con le pareti delle Dolomiti alla ricerca di un significato profondo nel rapporto personale con la natura. Un amore però esigente, che presupponeva il rispetto della montagna e una dedizione completa ad essa, senza riserva alcuna. Le diverse pubblicazioni che egli realizzò testimoniano l’ardimento, ma anche l’ironia, ed insieme la preoccupazione per un futuro di congestione e di degrado, di cui già si avvertivano le avvisaglie. Per questa ragione il Premio Gambrinus «Giuseppe Mazzotti» che è nato in sua memoria 25 anni fa, ha avuto nella montagna una delle sue cifre principali, poiché la montagna riuniva in sé tutti gli elementi dell’ambiente e del paesaggio, della storia e della tradizione che avevano costituito il campo della curiosità e della ricerca di Giuseppe Mazzotti. Ed anche i Convegni organizzati a latere rispetto al Premio annuale hanno sempre testimoniato la centralità della montagna per la conservazione dell’ambiente naturale e per la comprensione della storia umana.

In questo quadro lo studio dell’alpeggio e dell’uso produttivo della cosiddetta alta montagna è parso essenziale per capire le trasformazioni umane in atto ai nostri giorni e per proporre le politiche idonee a frenare il decadimento e il degrado. Questo infatti sembra interessare, sia il mondo fisico aggredito dal dissesto idraulico, geologico e forestale, sia quello antropico soggetto all’abbandono, all’emigrazione, alla scomparsa assieme alle attività economiche e produttive, anche delle forme artistiche e delle tradizioni sociali. Il paesaggio alpino e l’insediamento antico vengono infatti alterati dalla mancanza della manutenzione dell’ambiente, dello sfalcio dei prati, della cura del bosco, ed anche dalla scomparsa di quegli insediamenti e manufatti di pietra e di legno, che garantivano un riparo agli armenti e ai loro custodi nella stagione estiva.

L’alpeggio e la malga dunque, come una civiltà particolare, come un modo di essere della montagna e della sua gente, quindi come un sistema di figurazioni antiche, che meritano di essere mantenute e valorizzate. l’alpeggio e la malga infine, come degli indicatori di qualità, particolarmente importanti perché ci consentono di misurare i fenomeni e di porvi, se possibile, rimedio. Questo il messaggio del Convegno 2006, i cui atti si propongono a quanti sono preoccupati dell’attuale andamento e desiderano correggerne la direzione.
Con la speranza che aiutino la riflessione e sostengano la volontà.

 

                    Franco Posocco
        Presidente dell’Associazione
«Premio Letterario Giuseppe Mazzotti»

 

Indice

Presentazione, Franco Posocco, 9

AVVIO DEI LAVORI DEL CONVEGNO

Saluti di apertura, Gian Quinto Perissinotto, 11 – Laura Puppato, 12 – Franco Posocco, 14

 

I SESSIONE : STORIA, ANTROPOLOGIA E CULTURA

Introduzione generale, Francesco Cetti Serbelloni, 17
«
In Alpibus, silvis et montibus desertis»: l’alpe nell’Alto Medioevo, Enrico Rizzi, 21
La storia dell’alpeggio nel quadro dell’evoluzione della civilizzazione rurale della montagna
, Luigi Zanzi, 30
Solingo o lastro: L’alpeggio: una tonalità della cultura alpina
, Dario Benetti, 62
Dall’Alpicultura all’Alpicoltura
, Gaetano Forni, 73
L’alpeggio nelle Vette Feltrine
, Luca De Bortoli, 76
La vita pastorale nella Alpi della Savoia
, Paul Guichonnet, 84

 

II SESSIONE: TESTIMONIANZE

Luigi Zanzi, 107
Francesco Cetti Serbelloni,
107
Roberto De Martin, 107
Luigi Larese Filo, 110
Ugo Ciavatella, 116
Murano Mario Viola, 120
Marco Valditara, 127
Oswald Tonner, 130
Orazio Da Rold, 133
Cesare Lasen, 136
Enrico Borghi, 145

 

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